Voglio fare un corso gratis di Formazione

Questo non è il solito post. Questo è per spiegarvi i motivi della mia latitanza. Per riaccendere il vostro interesse. Per ricordarvi che questo blog c’è. E vi pensa.

Primo, sto facendo la specialistica. Perché? Perché serve? No. Non serve. Cioè, forse un po’, tipo per aumentare il numero dei caratteri su Word quando aggiornate il curriculum. Sicuramente non basta a convincere il vostro datore di lavoro a pagarvi, sempre che abbia bisogno di motivi ulteriori al fatto che state invecchiando senza un contributo uno per la vostra impossibile-da-raggiungere pensione. Però serve ad avere stimoli mentali. Tipo: hai studiato scienze della comunicazione. Hai studiato un sacco di esami inutili che ogni volta aprivi le fotocopie e quelle facevano “cric” ti dicevi “ma a me, della filosofia del linguaggio, che me ne importa”? Però la studiavi perché dovevi. Ed ecco, in un impeto di masochismo, ho capito di aver bisogno di nuovo di quella sensazione lì. Quella di studiare roba assurda che però, se finisci davanti a un articolo che parla di Chomsky, ti senti una gran figa a sapere chi è. Perché io c’ho la cultura. Non ho i contributi e se mi guardi in faccia, lo so, non sembra, ma ne so a pacchi.

Il mio cervello ha un po’ sete ecco. Quando comincerò ad avere anche un po’ fame, giuro, spero di incontrarvi alla Pam sotto casa e fare una chiacchierata mentre vi batto la spesa e mi sbaglio a dare il resto.

Secondo. Ogni due anni su infojobs io rispondo a un annuncio specifico. Due anni fa era per un corso di grafica, gratuito. Alcuna chiamata pervenuta. Quest’anno lo stesso ente organizzava un corso di web marketing. E io gli invio il cv. Un po’ perché ne ho bisogno, ogni settimana, di inviare un cv. E’ una routine rincuorante. Secondo perché dovete sapere che il 70% delle entrate casuali di questo blog arriva da gente che su google ha cercato “social media specialist”. Finisce in questo post. E mi si fidelizzano i lettori. Alcuni mi offrono addirittura dei lavori. Certi mi fanno sbattere in un periodo incasinatissimo della mia vita per poi darmi il due di picche, altri mi chiedono di animargli i forum con il mio piglio comico, senza ovviamente pagarmi. Ma tant’è.

Dulcis in fundo, negli ultimi tempi c’è stato un vero e proprio picco di richieste per le professioni del web. Più dell’ “addetto controllo movimento merci” di cui abbiamo già parlato qui, ci sono lì fuori datori di lavoro in preda al più assoluto panico, perché non risultano nella prima pagina di google. O su facebook. O su twitter. Così, cominciano a pagare gente che vada a fare in ufficio quello che fa già a casa, tutti i santi giorni, da tempo immemore, gratis.

Siccome questa è gente vecchia maniera, spesso ti vedono, ti chiedono di fargli capire quanto ne sai, di social media, e tu lì a fare le capriole, per cercare di spiegargli che no, non ci hai mai lavorato. No, non li hai mai studiati. Ma porcamiseria hai 27 anni e tu c’eri. C’eri su facebook quando la tua lista di amici non poteva andare oltre le 20 persone perché non lo conosceva nessuno, c’eri con la prima versione di skype. Hai chattato su tiscali.it con il 56 k. E poi, prima di msn, su c6. No, dico, futuri datori di lavoro, ma voi lo sapete cos’è c6?  La mia generazione ha visto l’internet crescerle davanti agli occhi come una cosa viva.

Loro si sono accorti dell’internet quando è diventato l’incredibile Hulk. Tu, gli cambiavi i pannolini.

Quindi sì, caro capo, ci posso lavorare coi social media. Però no, non ho nessun pezzo di carta che possa dimostrarlo. E se non hai esperienza né titoli, sei il niente.

Quindi, il corso di web marketing alla fine ti rilascia un attestato che dice semplicemente: la qui presente allocca è formata per fare questo mestiere. Non perché ha passato ore nei sotterranei di Roma a sfrecciare all’estremo opposto di casa sua per giorni e giorni full time con obbligo di frequenza e sveglia alle 6.45. No. Questo corso, in definitiva, le ha dato una bussola per muoversi in un mondo che, per diritto di nascita (perdinci), conosceva già. La carta intestata serve per la tranquillità emotiva di un internet fobico che alzerà gli occhi e, con un certo compiacimento, dirà: ammazza questa, è giovane, però questo mestiere lo sa fare.

Gliel’hanno insegnato.